martedì 19 giugno 2012

Kalashnikov - "Vampirizzati Oggi"



Ribadisco ancora una volta la mia posizione rispetto a questo gruppo milanese: una delle più belle realtà che la scena punk italiana contemporanea possa presentare, una realtà da supportare e conoscere il più possibile. Questo 7" rappresenta l'ultima uscita in senso temporale ed è datata 2010, sono 4 tracce nel peculiare stile della band, una commistione quasi onirica ma al contempo aggressiva di anarcho punk di matrice inglese, influenze new wave e spunti dall'intero panorama dell'hc, dal d-beat all'old school. La voce nella registrazione perde d'intensità rispetto alle precedenti prove su disco, colpevole un appiattimento eccessivo in sede di mixaggio, le parti strumentali risaltano bene nella loro semplice complessità, dimostrando ancora una volta come si possa fare punk uscendo dai soliti 4 accordi ma senza sforare nel tecnicismo insulso seguito da troppi gruppi new school; a coronare il tutto ci sono i testi, segno distintivo del gruppo, curatissimi, profondi e carichi di impegno politico e sentimento, senza scadere nello slogan e/o nel banale. Presente anche una cover decisamente atipica degli ex compagni di split Ebola, impreziosita qui da un fine lavoro di tastiere.
Voto: 8

Tracklist:
01. Vampirizzati Oggi
02. Canzone D'Amore Spettrale
03. La Fabbrica Dei Morti
04. Il Vero Degrado E' L'Abitudine A Vivere (cover Ebola)

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12 commenti:

  1. ME-RA-VI-GLIO-SO.

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  2. hippies....cmnq mica male!

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  3. Ti dirò, hanno davvero un approccio che sembra da hippy e questo disorienta quasi, però li ho trovati decisamente coerenti con tutta una serie di idee libertarie e legate allo spirito del punk (come, ad esempio, il fatto di vendere i dischi a offerta libera) che me li ha fatti apprezzare a livello personale decisamente di più di molti che sbandierano la guerriglia come stile di vita, purchè venga fatta in salotto

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    1. so questo sono d'accordo.Se uno è concreto in quello che fà è decisamente più rispettabile dei borghesucci con la kefia e gli strumenti/chiodo eo tatuaggi/università pagata dai genitori che salmodiano ma a parte sfondarsi di merda non fanno un cazzo....Per il resto,sono molto vari e questo gioca senz'altro a loro favore...Ma non sono valorizzati abbastanza!

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    2. Sempre il solito discorso; tenendo un blog e avendo un gruppo ho potuto notare come i gruppi validi che riescono a farsi vedere sono ben pochi e sono sempre i soliti, magari da anni (non che questo li deprezzi ovviamente), per i gruppi nuovi è estremamente difficoltoso trovare serate, e se le trovano solitamente aprono con davanti 3-4 persone più i loro amici. Non so se è sempre andata così o è una novità, però la scena si è decisamente decomposta e non riesce più ad accogliere quegli slanci di energia che possono venire da gruppi e suoni nuovi: un altro tipico segno di questo è anche la sempre più rapida decadenza delle fanze, visto che ormai annaspano anche i blog, dove la gente viene a scaricare qualcosa e basta. Non c'è più interesse per quasi niente, e per questo un gruppi decisamente interessante e di conseguenza impegnativo fa fatica a farsi valorizzare, dove sono i 3 accordi che sono abituato a sentire, il tupa tupa e il tipo che urla banalità?? Voglio quello, non qualcosa che mi faccia pensare o a cui debba prestare attenzione mentre mi fa da colonna sonora per la mia rabbia prefabbricata. Tutta questa tirata penso esprima bene il concetto, e mi scuso se mi sono un po' dilungato.

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    3. Sono assolutamente d'accordo con tutto.E anche un altra cosa - qui si soffre di esterofilia,non importa il genere.Caso lampante,un gruppo di conoscenti di miei amici s'è trasferito a berlino per trovare date...ovvio che ce l'hanno fatta,in questo senso,ma con sacrfici non indifferenti.E una volta là,che han fatto i promoters italiani che prima manco se li cagavano? "ah ma siete tedeschi,venite venite" poi hanno scoperto che erano italiani,e fioccavano i complimenti.CHE IPOCRISIA.Per come la vedo io,è come dici tu nelle ultime righe : ormai non devi più pensare o leggere cose stimolanti o perlomeno "sentite" che già sarebbe tanto (che non è un obbligo,chiaro,ma di gruppi skate/thrash/fastcore con testi dementi ce ne sono persino troppi adesso),si và a far serata convinti che sia una cosa come un altra.Non c'è grande differenza che andare fuori il sabato sera in discoteca,per come l'ho vista io....o meglio,adesso gran parte della gente che bazzicava nei centri sociali passa ai rave perchè i concerti hardcore/oi/alternativo non danno più un cazzo..Per forza,se concepisci la musica come background music per fare il cretino prima o poi "vai dove ti porta il cuore" e finisci in disco,coi dreads o meno,ma ci finisci.Il ricambio generazionale dei nuovi gruppi in italia non può avvenire semplicemente perchè non è permesso - o suoni all'estero e POI suoni in casa così ti fai un nome,o suoni per pochi intimi e vieni dato come una "suppellettile" bravino,apprezzabile,ma niente di che.Se ti va bene ti rimborsano le spese del viaggio ok,ma venendo da una tradizione di concerti fatti quasi aggratis o per cibo,almeno un pò di rispetto sarebbe gradito ma tze,nemmeno quello!
      Le persone fanno cagare,non c'è voglia di sentire niente,zero,e c'è più bisogno che mai di passione ma se esiste solo in base al trend underground passeggero,allora meglio farsi i cazzi propri e suonare fuori dal continente il più possibile e fanculo

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    4. e giusto per sparare a zero ancora di più sull'attuale stato di cose...non capisco sta cazzata dei promoters.Da quando l'hardcore ha bisogno di promoters professionali????agenzie di booking dei miei coglioni....Personalmente non credo in queste cazzate,se di principio vuoi fare hardcore ste cose da rockstars vanno bene nel metal o altre panzane.Facci caso,a certi concerti mettono le barriere tra palco e pubblico,segno dei tempi!Se muore il diy(come sta succedendo negli states,ma di gruppi d'hardcore senza influenza metalcore o rap di merda ne stanno venendo fuori parecchi)e di conseguenza tutto il carrozzone che ci sta dietro,fanzines/webzines,contatti umani e non digitali allora non ha più senso parlare di hardcore o di scena.E non è per lucidarmi i coglioni che dico questo,è che ne ho veramente piene le orecchie di sentire gente che si lamenta che qui non c'è niente...meno menate,e più impegno gioverebbero a tutto,detto da uno che suona ANCORA in un hardcore band!

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    5. Me ne sono accorto anche io, specialmente da quando ho cominciato a cercare date per la mia bands: o si muovevano gli amici per noi, che magari avevano qualche conoscenza, se no tutte le mail che mandavo o le proposte che facevo ai vari ragazzi dei collettivi rimanevano lettera morta. E' ovvio che non siamo i Black Flag e con noi non puoi fare il pienone, ma poi senti quelli stessi collettivi che si lamentano perchè devono far suonare sempre gli stessi gruppi oppure non trovano novità, ed è paradossale! Un altra cosa che ho notato in centri sociali che sono nel mio raggio d'azione (quindi Emilia Romagna e Lombardia), senza fare nomi, ormai organizzano solo concerti ENORMI con gruppi storici da 15 euro a serata e hanno trasformato il loro concetto di centro sociale in una semplice sala concerti, dove non c'è differenza tra un concerto underground e uno di MTV, perchè ormai l'ambiente è stato completamente svuotato di quei rapporti, idee e sentimenti che facevano l'hardcore; perchè una cosa da chiarire è che l'HC non sono gli accordi suonati male o la rabbia, ma è l'intelaiatura di persone e idee su cui si costruisce la musica stessa, mentre oggi si fa il gruppo e poi si cercano le motivazioni. Tornando al fatto dei concerti grossi, una volta ho parlato con gente di quel collettivo chiedendo perchè non organizzassero anche qualcosa di più piccolo e la risposta è stata che "la gente non si muove se non hai il nome grosso", un altro segno evidente di quello che hai giustamente sottolineato tu: la perdita dell'idea del concerto hc e DIY come di qualcosa che vada oltre il semplice aspetto musicale. Anche in Italia certe bands (sempre senza fare nomi) si avvalgono di agenzie, e il lato peggiore è che li fanno ancora suonare nei CSA, senza neanche scandalizzarsi o dire una parola! La scena muore nell'indifferenza generale, anzi, i modaioli la aiutano in questo processo autodistruttivo, ma se vogliamo cambiare la scena dobbiamo cambiare noi stessi: la scena non è un ministero, è una rete di individualità, ma sembra quasi che sia un idea astratta, intangibile e per questo non modificabile dall'azione individuale!
      Riassumendo in breve direi che i problemi peggiori si possano schematizzare in qualche punto, del tipo:
      1) la crescente visione dell'hc come puro genere musicale
      2) la perdita d'interesse per approfondire le relazioni umane reali all'interno della scena
      3) il progressivo piegarsi di certi centri sociali ad un ottica sempre più affine a quella delle discoteche

      Spero sia tutto comprensibile, ho scritto molto d'impulso perchè mi fa piacere aver finalmente trovato qualcuno che si rende conto di certe cose!
      Per curiosità, in che gruppo suoni?

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  4. Cazzo sì,ne parlavo stasera alle prove coi ragazzi...alla fine basterebbe avere in ballo un network piccolo ma agguerrito (collaborazioni ecc ecc - e noi siamo di Brescia,e già lì...) ed hai finito tutta la sequela di promoters ecc ecc.Come era agli inizi alla fine,e come è ancora in certe altre zone,ma il principio è quello senza cercare tanto la motivazione - suoni perchè certe cose hai FISICAMENTE BISOGNO di esternarle.Dopo ognuno è un discorso a sè,ma l'urgenza di base è quella : uno sfogo sentito che ti carica e ti smuove,vero,e soprattuto urgente.Ma dipende dai singoli ovviamente e sono dell'idea che pochi,io escluso per primo,abbiano ancora questa concezione della musica,è ormai un hobby e niente di più,tristemente.Sono d'accordo sul fatto che sia un genere come un altro adesso - non esiste la concezione di underground o network alternativo con tutto quello che comporta,è una bolla sociale per "diversamente metallari" o peggio,finti disadattati.O come in america - gli stessi negative approach han detto che non c'è differenza tra l'hardcore di un tempo ed il rock dei settanta come concezione : è enterteiment fino a sè stesso.Tuttalpiù,ho smesso di andare a concerti perchè mi sono accorto di questo "materialismo" di fondo - e SEI squadrato come quando vai in discoteca quando vai per centri sociali adesso.Ora tira molto il crust,ma ho visto gli stessi "kids" che prima lo osannavano spostarsi su sonorità più metalcore,e sono convinto non sia un caso....

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  5. Comunque sono lo stesso che ti ha scritto sul post dei KappaKappaKappa - Ale,e sono la "voce" dei Severance gruppo mignuscolo e lurido del suolo bresciano.Per ora abbiamo pronti 7 pezzi,e in organico abbiamo 3 ex membri di Lobotomy Refusal e Cronofobia.Se tutto và come deve,per marzo ed aprile avremmo altri sette pezzi,e saremmo pronti per girare con i pezzi in free download.Tanto ormai il vinile è una cosa da ricchi ahahah!

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    1. Eh, costruire reti di rapporti è paradossalmente più difficile ora che io e te stiamo parlando attraverso un PC che negli anni '80 quando Stiv Rottame su TVOR si lamentava (e non del tutto per scherzo)che doveva tirare avanti usando solo il telefono fisso e quindi c'erano bollette assurde. Io sono originario della Liguria ma vivo a Piacenza, e anche qui siamo all'assurdo, siamo in pochissimi e isolati completamente, non riusciamo a creare nulla, se non, appunto, qualche gruppo che poi in città non riuscirà mai a suonare, e penso che sia abbastanza esemplificativo per molte delle piccole realtà urbane italiane; e questo perchè non c'è più nessuna coesione o base su cui si poggi la scena, che appunto come hai detto tu è semplicemente l'espressione di una tendenza alternativa alla massa, ma nel momento stesso in cui è diventato pura tendenza ha perso tutto ciò che la rendeva alternativa.

      Comunque, per il gruppo minuscolo consolati, anche io sono più o meno nella stessa situazione, a livello di "fama" raggiunta dalla mia band ahahah

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